Tangram, il nuovo Soul che lascia il segno
- 13 apr 2017
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Se Tangram, nella tradizione Cinese è un rompicapo storico, costituito da sette tavolette (dette tan) inizialmente disposte a formare un quadrato, e successivamente utilizzate per creare diverse figure tra le quali l'elefante; nell'ambiente musicale emergente, specificatamente Abruzzese, i Tangram sono una band nota.
Formatasi nel Settembre 2015 nell'entroterra Abruzzese, propone un mix di Microwawe Soul e Space Funk, una sorta di Soul rivisitato e corretto per poter risultare subito orecchiabile ed accattivante alle orecchie di tutti, dal giovane alle prime armi all'ascoltatore più esperto.
Formata da 5 elementi quali: Elias Caruso (voce e chitarra); Emanuele Carulli (basso e chitarra); Valerio Pompei (batteria e produzione); Francesco Fatale (tastiere e synth) e Mattia Carozza (sax, basso e synth), la band ci ha subito colpiti, avendo all'attivo due singoli usciti di recente che preannunciano l'album in uscita, e diverse apparizioni live in festival e club abruzzesi.
Al primo ascolto si rimane di stucco: le sonorità calde ed avvolgenti, sapientemente create ad arte dai ragazzi, riescono ad abbracciare la voce suadente del giovane cantante, che con la sua voce incanta, formando un mix esplosivo in grado di rendere il sound grosso e corposo e di lasciare l'ascoltatore piacevolmente sorpreso. Merito altresì del basso che suonato in maniera pulita e senza imperfezioni, arriva allo stomaco e conferisce ai pezzi corposità e ritmo.
Un sound internazionale, quello della giovane band Abruzzese, che esce dagli schemi della musica odierna e non si rifugia nel pressappochismo tipico del genere "Indie", nel quale arrangiamento e composizione vengono messi in secondo piano.
I Tangam mirano alla composizione di inediti di alto livello, dando all'arrangiamento ed alla composizione il rilievo che merita, ciò grazie all'esperienza e alla conoscenza musicale dei componenti che la supportano.

Una boccata d'aria che fa finalmente respirare. Questo quello che si prova al primo ascolto, soprattutto nel momento in cui ci si rende conto della buona qualità e fattura.
Sono lontani dalla miriade di gruppi emergenti senza idee e fermi agli anni '70, che con poca fantasia e creatività ripropongono sonorità già sentite, già sfruttate a suo tempo, che non lasciano nulla.
I Tangram, emotivamente parlando, lasciano il segno.
E non è difficile pensare che, una volta uscito il disco, possano lasciare il segno anche nel cuore di molti e riuscire a farsi realmente sentire da un vasto pubblico.
Per rialzare la musica dalla situazione di stallo in cui oggi si trova, nella quale ormai non si da più spazio alla qualità ma solo alla convenienza, di band come i Tangram dovrebbero essercene a decine, centinaia, migliaia: con idee fresche e musicalmente mature in grado di arrivare realmente a chi ascolta, formate da Musicisti che non si improvvisano tali, ma che studiano la musica e padroneggiano lo strumento.
Questa è la chiave di un buon risultato.
I loro singoli (che trovate infondo all'articolo), e le loro apparizioni live alle quali ho assistito mi hanno convinto, coinvolto e trascinato. Sono esplosivi, energici, e il mio invito è di rimanere sintonizzati sulla loro pagina Facebook (Tangram), andarli a sentire, scovarli, e fargli i complimenti. Se lo meritano.



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